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Il concetto di disturbo di panico: una prospettiva storica

Abstract

Il disturbo di panico è stato descritto in diversi rapporti letterari e folclore. Forse uno degli esempi più antichi si trova nella mitologia greca, in cui il dio Pan era responsabile del termine panico. Prima del 1850, i sintomi dell’ansia erano ancora solitamente associati a segni e sintomi di depressione. Nella seconda metà del diciannovesimo secolo, un cambiamento progressivo iniziò a verificarsi nel campo dei sintomi di ansia. Henry Maudsley, nel 1879, descrisse un malinconico panico, e questa fu la prima volta che il termine panico fu usato tecnicamente in psichiatria. Jacob Mendes DaCosta, durante la guerra civile americana ha descritto il cuore irritabile. Nel 1894, Sigmund Freud descrisse l’angstneurose (nevrosi d’ansia) e rimase impressionato dai sintomi e dalle fobie associate. Nel 1954, Mayer-Gross, associava disturbi d’ansia a fattori ereditari, organici e psicologici, dividendoli in semplici stati ansiosi e stati ansiosi fobici. Nel 1964, Donald Klein, pubblicò che i pazienti con questi disturbi rispondevano favorevolmente all’imipramina, un antidepressivo triciclico. Le sue osservazioni e descrizioni hanno influenzato la terza edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-III, 1980), in cui il termine disturbo di panico appare per la prima volta in una classificazione ufficiale. Nel 1993, Donald Klein descrisse la “Falsa teoria dell’allarme di soffocamento”. Questa teoria è stata ampiamente accettata, basata su studi di laboratorio su test respiratori, cognitivi e biochimici. Negli ultimi 50 anni, i misteri del disturbo di panico sono stati rivelati attraverso la ricerca di base e clinica.

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